Massimo Meneghin chi vuole davvero l'innovazione

Al di là dei proclami chi davvero vuole il cambiamento?

A parole tutti, nei fatti molto pochi. L’innovazione, infatti, non avanza, ostacolata in tutti i modi.

Basta guardarsi intorno: dalla classe politica, immutabile nei secoli (perfino quelli che sembravano espulsi ritornano pochi mesi dopo, ovviamente dicendo sempre le stesse cose…) al mondo del lavoro, attaccato alla difesa dell’indifendibile (come il malato grave che cambia medico fino a quando trova chi gli dice che è sano come un pesce…).

Ma anche la scuola (vogliamo parlarne?),  l’informazione (esiste?), la ricerca (che non è più scientifica, ora si cerca il modo per farla franca), la mobilità (ci stiamo avvelenando polmoni e fegato sprecando montagne di tempo), la pubblica amministrazione (chissà dove ho messo il velo pietoso…), pressoché non manca alcun settore.

Ci sono alcuni sparuti gruppi che si muovono in avanti, e si dirà che ad ogni avanguardia corrisponde una retroguardia. Volendo tracciare la linea di separazione potremmo dire, rasentando la banalità, che -a parte i pochi che hanno delle inclinazioni personali verso l’una o l’altra fazione- in genere da una parte si vengono a trovare tutti coloro i quali sono nelle condizioni di rimettere in discussione il proprio operato, la propria storia e quanto altro per ricostruire le condizioni economiche che partendo dal semplice sostentamento li porti ad una condizione di benessere. Dall’altra invece chi vuole mantenere lo status quo, fatto di privilegi anacronistici ottenuti a scapito di altre parti della stessa popolazione.

Chi vincerà, guelfi o ghibellini?

 

autore: Massimo Meneghin

Chi vuole davvero l’innovazione?
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4 pensieri su “Chi vuole davvero l’innovazione?

  • 27 Giugno 2014 alle 08:21
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    Chi vuole davvero il #nuovo (che non avanza)?

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  • 27 Giugno 2014 alle 13:27
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    Probabilmente Hemingway ci aveva visto bene: il più grande istinto degli italiani è l’istinto di conservazione

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  • 30 Giugno 2014 alle 18:11
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    il bello è che il Nuovo avanza lo stesso – io avanzo con lui da oltre 30 anni: l’unico inconveniente è che arrivo sempre 10 anni prima degli Altri – a volte ci si sente un po’ soli, in compenso si sta belli larghi

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