Il recupero dei fabbricati riguarda pure quelli in vendita?

Certo che sì, il dispositivo si riferisce agli edifici, non alla loro destinazione commerciale. E se nulla differisce, dal punto di vista di cui stiamo trattando, tra l’edificio abitato e che utilizzeremo per tutta la vita e quello che dobbiamo vendere o vogliamo comperare che cosa è meglio fare?

In questo caso la risposta è diversa, dipende da caso a caso, anzi la sola e unica cosa da dire è proprio questa: dipende

La persona che cerca la vita tranquilla potrà limitarsi a trovare la scusa per non fare, sceglendo tra:

  • non ci credo (perchè non può essere vero e se lo fosse tutti dovrebbero farlo, quindi anch’io che non voglio fare né questo né altro…),
  • c’è sotto qualcosa (ed io non ci casco perchè non sono come gli altri, sono troppo intelligente…),
  • la lamentela è lo scopo della mia vita per cui se tutto non è meglio di quello che mi viene proposto posso non fare niente perchè non è abbastanza (esattamente come in azienda non potendo fare l’utopico mi astengo dall’operare in alcun modo…).

Chi invece apprezza il fare e valuta le occasioni che gli capitano a tiro si comporta diversamente:

  • analizza le difficoltà del mercato (e come proporsi in modo più appettibile),
  • studia in prima persona (o si rivolge ad esperti del settore) per valutare se l’opportunità fa al caso proprio,
  • in caso positivo fa redigere da veri professionisti il piano di intervento in modo da capire quale sarà il risultato finale e quali le condizioni per la realizzazione.

Non c’è giudizio -ovviamente- ed ognuno si comporta come crede, perchè ciascuno persegue e deve avere le proprie soddisfazioni. Nello specifico però la differenza è evidente, anche tra il tranquilllo non-fare ed il più eccitante fare e far fare.

autore: Massimo Meneghin

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