L’edilizia contemporanea può essere divisa in due periodi “storici”, quello che termina il trenta giugno 2020 e quello che ha inizio il primo luglio 2020. Il discriminante, lo zero, la dividente o come lo vogliamo chiamare è l’entrata in vigore dell’ecobonus 2020.

Scontato, no? Chi può intraprendere lavori sui fabbricati residenziali esistenti prima del primo luglio 2020 sapendo che dalla data fatidica potrà detrarre il 100% ma anche il 110%?

E questo cosa comporta? In primis la rabbia di chi ha appena terminato opere e pagamenti convinto che l’occasione di recuperare il 50-65% fosse il massimo possibile, ed anzi probabilmente si è pure agitato ed ha fatto fretta a tutti gli operatori per chiudere l’operazione prima che decadesse il beneficio. Ma le cosa sono andate in senso contrario…

A seguire non è possibile non segnalare la strana tensione di chi non agisce ma si prepara a farlo, come una freccia sulla corda tesa di un arco: pronta a scoccare ma in realtà del tutto immobile, in attesa di quello che sempre manca: chiarezza, programmazione, tempi certi e via dicendo. Vogliamo riassumere: tanti dubbi e nessuna certezza, meglio pertanto restare a guardare!

Oggi non sappiamo cosa succederà ma conosciamo molto bene quanti sedicenti futurologi hanno di recente sbagliato previsioni che avrebbero azzeccato in molti. Sarebbe bello poter ripetere errori di tale qualità e quantità ma scendendo sulla terra e semplicemente ragionando a livelli basici come non affermare che:

1. in molti non crederanno nello strumento, come già successo per agevolazioni di metà valore;

2. altrettanti si illuderanno, firmeranno accordi che finiranno per rivolgersi contro loro stessi, recuperando direttamente -ma in cinque anni- l’importo che ritenevano di ottenere comne sconto in fattura;

3. tanti percorreranno una terza via, affrontando ogni problematica con l’aiuto di consulenti all’altezza della situazione, ed otterranno perciò -soli- quanto spetta a chi si comporta in modo accorto.

autore: Massimo Meneghin

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