Venezia è la straordinaria città che conosciamo, tanto bella quanto difficile. In tutti i sensi, anche per le barriere architettoniche.

Ovviamente nel tempo sono stati effettuati alcuni interventi volti al superamento di questo limite, con risultati alterni, specie in quei particolari elementi che sono i ponti.

Qui, infatti, i canali e le calli sono a quote prossime per cui il superamento avviene tramite due rampe di scale, ottimo laboratorio per la sperimentazione, quindi.

Sicuramente degno di nota, in positivo ed in negativo, l’intervento in Giudecca, dove sono stati posati due ascensori, uno per lato, non funzionanti però da tredici anni!

Il Ponte delle Guglie è stato invece riadattato nel percorso pedonale, ricavando un particolare percorso fatto da gradini più bassi e da un secondo mancorrente, quindi più praticabile dalle sedie a ruote.

Ovviamente la parte del leone, non quello della Serenissima, non può che farla il Ponte della Costituzione, ultimo arrivato, da tutti chiamato con il nome del progettista, l’architetto Calatrava, che ha inanellato una serie di problemi che rasentano la fantascienza. Per quanto qui interessa la mobilità delle persone disabili era stata sottovalutata se non ignorata tanto da aggiungere a posteriori una struttura, che con ironia molti chiamano “ovovia” per consentire il transito a chi avesse difficoltà motorie.

In chiusura una piccola provocazione: per la Venice Marathon sui ponti vengono realizzati piani inclinati che favoriscono la corsa…

autore: Massimo Meneghin

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