Possiamo avere anche il caso delle barriere architettoniche al contrario? Certo, e non è un controsenso. Infatti, se troppo spesso le troviamo dove non dovrebbero esserci in molti altri casi mancano dove la loro presenza sarebbe molto importante.

Un classico esempio sono le scalinate, qui sono molte, anzi troppe, volte presenti problemi che già da soli costituiscono un problema ma che una volta combinati diventano deleteri.

Nulla di nuovo se riferiamo che tale elemento è presente quando vi sono dislivelli, dove quindi è possibile la caduta nel vuoto. Questa è più o meno pericolosa a seconda della differenza di quota ma se cadendo più in basso per soli quaranta centimetri difficilmente si muore è assai probabile che ci si prenda una storta e magari ci si rimetta la dentatura.

La protezione è quindi la soluzione, scontata ed ovviamente obbligatoria ma, come altre volte, c’è un altro ma e queste spesso mancano.

Meno importanti ma assolutamente utili sono tutti quegli elementi che rendono visibili le discontinuità.  Meglio se lo fanno i materiali, meno bene se si tratta di componenti aggiunti, quali le strisce adesive, che finiscono prima o dopo per staccarsi.

Quando manca visibilità, e quindi percezione, e fisico impedimento il rischio è in agguato. Nella foto in alto, infatti, i dislivelli sono invisibili, se mancassero i parapetti sarebbe un guaio. Nell’altra foto, invece, il professionista ha disegnato la scala come fosse una tastiera di pianoforte, ed ha così reso visibili i gradini!

autore: Massimo Meneghin

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