Lo shopping è importante, specie se l’acquisto riguarda i beni di prima necessità. Non è questo il luogo in cui discutere della morte del commercio al dettaglio ma è un dato di fatto che i supermercati la fanno da padrone.

Per questo motivo i gestori si sono mossi da tempo per consentire anche alle persone disabili di poter comperare come tutti gli altri, un motivo allo stesso tempo sociale ed economico, abbattendo le barriere architettoniche.

Abbiamo quindi:

  • carrelli pensati specificatamente per essere agganciati alle sedie a ruote,
  • porte ampie ed automatizzate, compreso il tornello che immette nell’area di acquisto,
  • corsie ampie e che formano percorsi rettilinei e chiari, spesso dotati anche di una buona segnaletica.

Quanto sopra è sicuramente degno di nota, un poco meno lo sono altri aspetti:

  • la disposizione degli oggetti negli scaffali, problema che appare irrisolvibile per quanto riguarda le posizioni più alte,
  • nell’analoga operazione nei frigoriferi la cosa viene aggravata dalla presenza delle porte a battente,
  • i banchi gastronomia sono piuttosto alti, e quindi non facilmente usufruibili da tutti,
  • le casse, apparentemente senza motivo se non quello di collocare più linee, che peraltro sarebbero in molti casi ugualmente disponibili, hanno percorsi per i clienti che sono semplicemente troppo stretti, anche per una persona non magrissima e che ovviamente si muove con borse e deve pagare, figurarsi per una persona che debba muoversi su una sedia a rotelle.

autore: Massimo Meneghin

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