Il più tipico dei modi di risolvere i problemi è acquistare la soluzione. Tanti, infatti, vendono i materiali che i clienti chiedono, sia nei negozi che online.
Se però non parliamo di cose semplici, e quindi non basta Amazon? Chi stabilisce cosa serve e se la scelta è corretta?

Il risparmio è l’ovvio motore della cosa ma quando il prodotto acquistato non soddisfa i requisiti minimi? Abbiamo gettato il denaro, non c’è dubbio. Ad esempio, che fare quando per pochi punti percentuali nella pendenza della rampa questa è maggiore del massimo consentito? E, se c’è un limite, esservi sopra ci pone fuori legge! Ne consegue che il danno maggiore è per il fruitore, che non può utilizzare lo spazio oppure lo può fare con fatica più elevata del dovuto, ma anche il committente, che può essere l’abitante ma anche il ristoratore, albergatore o altro che ha speso inutilmente il proprio denaro, tanto che dovrà gettare quanto appena preso, sostenendo pure le spese di smaltimento oppure -come purtroppo spesso accade- grazie a false certificazioni o mancanza di controlli.

E’ questa la soluzione? Per il professionista “falsario”,  che rischia grosso, o per la persona disabile, costretta a combattere quelle barriere architettoniche che teoricamente sono state abbattute?

autore: Massimo Meneghin

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