Quando si pensa all’abbattimento delle barriere architettoniche per primi  vengono alla mente i professionisti tecnici, quelli che operano nell’edilizia. Architetti, geometri, ingegneri e periti -elencati in ordine alfabetico per non scontentare nessuno- sono chiamati da tempo a progettare, a dirigere i lavori ed a certificare opere a norma, cioè rispettose della vigente normativa volta a fare in modo che pure persone in difficoltà possano condurre una vita qualitativamente accettabile.

Quello che vediamo è troppo spesso altro, e non è credibile che un così alto numero di casi sia frutto di comportamento doloso. Non lo giustifichiamo di certo ma è più probabile si tratti di mancata conoscenza di quanto si è chiamati a certificare.  Nessuno di noi può essere tuttologo, in questi casi è meglio affidarsi agli specialisti, è un costo ma si ripaga nel risparmi o di tempo e nell’annullamento del rischio.

Le legge 13 è ormai storia, troppi professionisti l’hanno ignorata o disattesa. Quel tempo è però definitivamente alle nostre spalle, per motivi etici -serve spiegarli’?- e di convenienza personale – il rischio è elevato, maggiore di quanto riconosce il committente per un presunto “risparmio”.

Per questo, se il professionista non intende dedicare molto del proprio tempo ad approfondire la materia, è conveniente il ricorso a noi, che possiamo essere d’aiuto nel modo che serve, dall’assistenza alla redazione della documentazione tecnica ma anche alla fornitura di quanto serve fino alla certificazione finale, sollevando da ogni responsabilità pur nel soddisfacimento dei necessari adempimenti.

autore: Massimo Meneghin

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