Nulla di nuovo se suggeriamo di interessarci principalmente delle strutture principali, anche per combattere le barriere architettoniche.

Di fatto però la completa fruizione degli spazi passa dal confronto con tutte le parti con cui veniamo in contatto. Vero che superare un muro in calcestruzzo armato è impossibile ma un ostacolo ben più minuto, nelle dimensioni, e “tenero”, nei materiali,  può avere lo stesso effetto: ci è di ostacolo, spesso semplicemente insormontabile.

Questo è il motivo per cui molta attenzione deve essere rivolta anche alle opere di finitura, che possiamo elencare, per quanto qui interessa e senza la pretesa di essere esaustivi in questo modo:

  • le porte, che specie se a battente e sprovviste di adeguati spazi di manovra in prossimità, sono difficilmente attraversabili;
  • le finestre, di certo meno importanti delle porte dal punto di vista funzionale ma non trascurabili da quello della qualità della vita;
  • i parapetti, importanti componenti per proteggere dalla caduta nel vuoto;
  • i pavimenti, che non sono tutti uguali, anzi, taluni sono inutilizzabili da molti di noi;
  • i terminali degli impianti, che se è vero che i comandi da remoto ci hanno fatto  superare molti dei limiti attivi fino a poco tempo fa, rimangono spesso un fastidioso limite alla vivibilità degli ambienti;
  • gli accessori, quali i casellari postali, per i quali vale quanto appena scritto.

autore: Massimo Meneghin

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *