Nei nostri percorsi molte volte sono presenti punti o intere zone in cui è possibile la caduta nel vuoto. Contro questo accadimento il buon senso ci consiglia, mentre la normativa ci obbliga, a realizzare le opportune protezioni perché questo non accada, evitando incidenti ed infortuni piccoli e grandi.

La legislazione vigente considera dislivelli pericolosi quelli da trenta centimetri in su, il che naturalmente contrasta con quello che vediamo troppo spesso, nelle molte occasioni in cui potremmo finire più in basso.

Vi è quindi un problema di altezza del parapetto, perché se fosse troppo basso non riuscirebbe a garantire il suo successo.

Allo stesso modo l’inattraversabilità delle protezioni è importante, perché se un bambino riesce a passare per poi cadere nel vuoto il nostro lavoro sarebbe inutile.

La trasparenza alla visione è un altro dei requisiti indispensabili, perché anche chi non fosse molto alto o costretto su una sedia a ruote, ma anche un bambino, possa vedere oltre, senza privarsi di questa azione importante per la qualità del vivere.

Il mancorrente è quell’elemento che “finisce” il parapetto e favorisce la presa in modo da darci quella sicurezza che consente di stare in prossimità del vuoto o di percorrere in sicurezza un tragitto “pericoloso” proprio grazie al parapetto completo di corrimano, magari negli specifici casi collocato a due quote, quello per gli adulti e quello per i bambini.

autore: Massimo Meneghin

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