Non ha alcun senso qui distinguere tra trattoria, ristorante, pizzeria o altro. Quello che interessa qui è affrontare, per quanto succintamente, le problematiche in materia di barriere architettoniche tipiche dei locali in cui si somministra cibo agli avventori che lo consumano nei vani messi a loro disposizione.

Ovviamente i problemi non possono essere troppo diversi da quelli di altre attività a queste apparentate, come il bar e l’albergo.

Anche qui, infatti, per ottenere la completa fruizione dobbiamo agire su questi elementi:

  • la concreta possibilità di giungere in loco, con l’automobile ma anche a piedi, il che altro non è se non l’accessibilità veicolare e pedonale fino alla porta di ingresso;
  • la reale utilizzabilità da parti di tutti in relazione a tutti i vani presenti, sia le sale (tutte!) che i percorsi interni, compresi i collegamenti tra i vani (atrio, corridoi, ecc.) e tra i piani (scale, ascensori, rampe, ecc.) e pure, ed anzi soprattutto, i servizi igienici.

Nulla di impossibile, quindi, anzi. Il mettersi a norma, inoltre, consente di ottenere la dichiarazione di agibilità dell’edificio, possibile solo a seguito del soddisfacimento dei requisiti minimi anche in materia di barriere architettoniche.

L’avere un ristorante completamente accessibile ed utilizzabile anche da chi ha problemi motori è da una parte un dovere sociale ma dall’altra è un’opportunità, perché aumenta la clientela raggiungibile!

autore: Massimo Meneghin