La struttura ricettiva per eccellenza è l’ albergo. Non tutti però possono permetterselo, non tanto economicamente ma piuttosto fisicamente, a causa delle barriere architettoniche.

Certo perché molto è stato fatto ma altrettanto resta da fare per arrivare alla completa fruizione. Il motivo è scontato e può essere ascritto a questi, che sono dati di fatto:

  • la coscienza del problema non è molto presente,
  • la normativa vigente è considerata un mero obbligo da soddisfare nel modo meno doloroso possibile,
  • non viene colta l’opportunità economica.

Ecco quindi che ci troviamo strutture ricettive scarsamente utilizzabili per problemi ricorrenti:

  • l’accessibilità, sia veicolare che pedonale, dalla pubblica viabilità agli ingressi al fabbricato;
  • la fruibilità degli spazi comuni: dalle sale (di tutti i tipi) ai percorsi interni, compresi i collegamenti in verticale (scale, ascensori, rampe, ecc.) e pure i servizi igienici;
  • la fruibilità degli spazi privati, la camera ovviamente ma anche ed anzi soprattutto i servizi igienici in tutte le parti.

Eppure si tratta di una occasione persa, il problema non è ottenere l’agibilità dell’edificio grazie al soddisfacimento dei requisiti minimi ma di consentire il pieno utilizzo di tutte le parti del fabbricato per ricevere tutti, come è nella mission dell’albergatore, che dovrebbe capire come ciò, oltre ad essere un dovere sociale, è un modo per incrementare la propria clientela.

autore: Massimo Meneghin

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