Abitare (male!)

Massimo Meneghin abitare male

Il tema dell’abitare è talmente vasto che non si intende di certo trattarlo qui, semmai potremmo concentrarci su qualche aspetto, in questa sede, infatti, si vuole solo introdurre l’insieme di pratiche migliorabili nell’ambito delle attività che si svolgono tra le mura domestiche, con particolare riferimento agli aspetti materiali della costruzione e del suo mantenimento.

Pensiamoci insieme un momento, la tendenza non più in atto ma ormai consolidata è quella di codificare tutto il processo costruttivo, dalla progettazione alla realizzazione. Siamo partiti dalla certificazione dei materiali da usare nella costruzione, abbiamo aggiunto la manutenzione di parte degli impianti, poi è stata la volta di ciò che si usa in cantiere ed in fabbrica per produrre, montare e costruire.

E’ del tutto ovvio che il passo successivo sia quello della progettazione, di cui già si parla, ma subito dopo gli stessi principi andranno applicati pure alla gestione dei fabbricati, cosa di facile comprensione se parliamo di impianti o comunque parti in funzione, un poco più ardua se estendiamo la trattazione alle azioni che si fanno in casa.

Certo può essere complesso certificare il comportamento degli abitanti, fastidioso normarlo, o meglio subirne gli obblighi, forse si tratta perfino di limiti alla libertà personale, però che senso può avere il progettare e realizzare edifici estremamente performanti, spendendo pure molto in funzione del risparmio futuro, se chi li abita non rispetta le più elementari norme di buon senso e vanifica così ogni sforzo, causando danno a se stesso?

Naturalmente chi crede si stia esagerando può proseguire la lettura e mettere a dura prova il proprio credo:

 

autore: Massimo Meneghin

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