Case senza libri

Massimo Meneghin case senza libri

In ogni casa -o quasi- c’è una libreria.

Qualcuno ha solo una mensola con riposto qualche testo, altri hanno intere pareti che dal pavimento arrivano al soffitto, piene zeppe di libri.

Libri di scuola, romanzi, diari di viaggio, testi tecnici, enciclopedie, dizionari, c’è di tutto. Ogni misura è lecita, dal libro microscopico, più che tascabile, all’enorme libro illustrato.

I libri si possono scegliere, acquistare, possedere, prestare, regalare, ricevere, e via così. Certo, si possono anche leggere.

Fondamentale è il supporto, la carta, più o meno spessa e più o meno colorata, su cui sono impressi caratteri e immagini. E’ questa a darci una componente gestuale e materica che manca con la lettura sullo schermo di computer, notebook, netbook, tablet, e-reader, phablet e smartphone.

Ciò non toglie che questi ultimi stanno erodendo lo spazio un tempo occupato dalla carta stampata. Il processo è noto e irreversibile: comunque lo si guardi l’aggeggio tecnologico stacca di diverse lunghezze l’antenato, con la sola eccezione già detta.

Sicuramente non è poco avere la carta tra i polpastrelli e la vista meno sollecitata però non possiamo certo gettare alle ortiche i costi inferiori, la disponibilità ovunque dei testi (sia quelli della nostra biblioteca che quelli da scaricare -a pagamento e non- dalle librerie virtuali), le letture complesse che si possono fare con gli ipertesti o solo confrontando l’edizione originale con quella tradotta, eccetera.

Naturalmente i romantici grideranno allo scandalo, loro che di testi ne leggono uno alla volta e che non possono portarli con se (troppo pesanti) mentre il ragazzino ha un’intera biblioteca nel cellulare.

Sorvoliamo sul fatto che i contenuti sono gli stessi, per cui quello che il tale ha scritto è lo stesso su carta ed in pixel, e che apprezzare la carta apre la porta al feticismo, e rassegniamoci a vivere in case senza libri.

Anche perché li abbiamo sempre con noi!

 

autore: Massimo Meneghin

3 risposte a “Case senza libri”

  1. ‪#‎casa‬ senza libri, che fare? per i ‪#‎contenuti‬ ci sono ben altri sistemi, per il ‪#‎feticcio‬ ognuno si arrangi come può!

  2. Aggiungerei un elemento non trascurabile. Sulle modalità di lettura digitale si stanno compiendo dei progressi incredibili e sono già in sperimentazione dei nuovi mezzi che, oltre alla miniaturizzazione, porteranno modi di percezione umana di immagini e di suoni di straordinaria qualità e comodità. A quel punto avrà luogo senza dubbio un nuovo salto in avanti nella lettura dei libri ai quali, oltre tutto, possono già da ora ma lo saranno ancora di più in futuro, essere abbinate altre fonti come musica, rappresentazioni filmate ecc, cose non pensabili nella attuale lettura dei libri cartacei.

  3. … ma io continuo a difendere il cartaceo!
    Il libro è tante cose messe insieme… pagine da sfogliare, sfiorare, in mezzo alle quali mettere segnalibri bellissimi. Il libro può rimanere per settimane sul comodino e sta lì a chiederti di dedicargli del tempo, può essere divorato in un baleno e allora trova una sua collocazione in libreria, magari in doppia fila o messo di traverso su altri libri e poi lo riprendi e magari lo rileggi e scopri cose che ad una prima lettura erano sfuggite… il libro è le buone case editrici di una volta…Einaudi, Feltrinelli, Bollati Boringhieri; il libro è passare del tempo a sceglierlo per regalarlo e poi passare del tempo a scegliere la dedica giusta che rimane lì a testimoniare un detto e un non detto. Il libro è immagini e momenti. Chi si ricorda quei libri per bambini che si aprivano e formavano quelle che oggi chiameremmo forme tridimensionali? Il libro è: leggo ancora una pagina, tanto non ho sonno!

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