Comico e tragico

Massimo Meneghin comico e tragico

La più classica delle scene comiche è quella dell’uomo che casca nel tombino, noi a ridere, lui sfracellato. Comico per noi, tragico per lui. La differenza è una sfumatura, non è certo sostanziale, anzi è la stessa, identica ed unica cosa vista in due modi diversi. Ironizzando potremmo specificare da dentro e da fuori… del tombino.

Così è anche molto di quello che ci circonda, nulla di nuovo, più che ovvio. Verrebbe da parlare di politica, visto che abbiamo citato la comica. Direi può bastare riportare come vi sono stati programmi televisivi che satireggiavano i nostri “onorevoli”, cercando di farci ridere facendo far loro brutta figura ma gli originali, non le copie, si sono comportati nel mondo reale ben peggio di quanto si voleva far vedere esagerando:  il programma è stato chiuso! Di nuovo, comico uguale tragico!

Anche attorno a noi però quante cose ci sono di questo tipo? Basta guardare le automobili, certi colori ed accessori servono sicuramente a distinguersi ma non fanno ridere?

Dell’abbigliamento meglio non parlare ma, visto il tema del sito, non possiamo non farlo sulle costruzioni (quelle altrui o anche nelle nostre?), potremmo addirittura trovare vere e proprie tipologie ricorrenti, da certi colori stesi sulle facciate -come li definiamo, forse “originali”?- ai nani nel giardino – di cui non sappiamo se ridere o piangere, forse entrambi, proprio perché, come detto e ripetuto, tragico e comico sono indistinguibili!

 

autore: Massimo Meneghin

 

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