Non fare la manutenzione

Massimo Meneghin non fare la manutenzione 1

L’immagine della solidità di un tempo anche per le case non è più così valida.

La storia dei nostri edifici ha visto un processo di incremento della complessità cui ha fatto necessariamente seguito una certa fragilità.

Non più edifici solidi, massicci, con strutture “povere” ma sovradimensionate per sfidare l’eternità, il cui esempio emblematico potrebbero essere le piramidi, ma fabbricati quanto più possibile esili, pur garantendo la sicurezza del caso, con i materiali ridotti al minimo.

Conseguenza inevitabile è che nel primo caso si è in grado di resistere se non a tutto quanto meno a molto, nel secondo al primo problema si rischia grosso, potrebbe innescarsi una specie di effetto domino, con effetto deleterio.

La presenza di impianti sempre più sofisticati ha dato il colpo di grazia. Questi, infatti, devono essere quanto meno tenuti sotto controllo di continuo.

Un nuovo ruolo estremamente importante deve perciò essere dato alla manutenzione, esattamente come si fa con le automobili. Già perché se un tempo parlavamo degli edifici come beni immobili per eccellenza e nello stesso modo delle auto come beni mobili, il considerarli antitetici non è più così vero. Non perché le case si muovano, ovvio, ma per il fatto che sono diventate macchine a loro volta.

Non farne la manutenzione periodica può rivelarsi nel lungo periodo un grosso errore.

Massimo Meneghin non fare la manutenzione 2

 

autore: Massimo Meneghin

 

Una risposta a “Non fare la manutenzione”

  1. se gli ‪#‎edifici‬ sono ‪#‎macchine‬ bisogna farne la ‪#‎manutenzione‬, proprio come facciamo alle automobili

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