Dissuasori (da cosa?)

Massimo Meneghin dissuasori (da cosa)

Il traffico è selvaggio, auto dappertutto. Sola eccezione dove i varchi sono troppo stretti, quanto  basta per impedire l’accesso agli autoveicoli.

La soluzione applicata dai nostri cari amministratori per contrastare questo fenomeno, che non riusciamo a portare a modello, e non credo di dover spiegare il motivo, è proprio la posa dei dissuasori, elementi il cui nome è indicativo e consistenti in dispositivi di varia forma capaci di impedire o limitare  il transito e/o la sosta dei veicoli.

Interessantissima è l’analisi delle forme, dal tubo ricurvo (che va dall’imitazione di forme note ad invenzioni copernicane!)  al panettone (tipico dolce milanese, adattissimo allo scopo!), e della posizione (spesso incomprensibile, visto che  l’ubicazione avviene in modo ripetuto a distanza brevissima o dove è impossibile correre davvero, ad esempio all’uscita delle rotonde, il che si presta a più di qualche ragionamento, i quali -se non fermati in tempo utile- portano a conclusioni tanto ovvie quanto disarmanti…)

Ma allora, se tanto ci da tanto, se lo scopo è ridurre la velocità, invece di porre in opera elementi costosi e puntuali, che rallentino di continuo la corsa sull’asfalto più o meno perfetto perché non fare di più a costo inferiore? Impossibile? Vero il contrario! Basterebbe smettere di fare manutenzione alle strade, basta asfaltare, viva le buche! In tal modo non si ha l’obbligo di rallentare, si deve andare piano sempre -perché tutto è danneggiato!- e si risparmia sulla manutenzione -superflua, anzi dannosa!

Viva il degrado! Anzi, ogni soluzione non può che venire dallo sfacelo, come ci viene insegnato e come viene perseguito (o imposto?) dai più alti vertici di ogni organizzazione, e se lo dicono loro come non crederci?

 

autore: Massimo Meneghin

Una risposta a “Dissuasori (da cosa?)”

  1. La logica è capacità di programmare le proprie azioni in modo da ottimizzare tempo, energie e risultati, riducendo sprechi e conseguenze negative.
    Agire in maniera logica implica quindi una valutazione preventiva della situazione, delle proprie capacità, delle persone coinvolte ecc.
    Non esiste la logica, ma una logica adatta al caso.
    E’ necessaria elasticità del pensiero, invece che ad applicare la nostra logica in maniera rigida e ritenendo che sia l’unica possibile.

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