Burocrazia, il tempo

Massimo Meneghin burocrazia il tempo 1

Il tempo sembra essere uno ed uno solo, misurabile con i consueti strumenti.

La differenza è nella quantità che abbiamo a disposizione, per noi è sempre troppo poco, per la burocrazia il contrario. Potrebbe essere interessante capirne i motivi.

Il più classico  esempio è quello relativo ai condoni edilizi, la cui storia è nota. Non vogliamo nemmeno iniziare a parlare della correttezza della norma, dei risultati e via dicendo ma solo dei tempi di istruttoria: non sono pochi i casi di domande di sanatoria presentate nel 1986 (!), istruite dai comuni in questi giorni,  nel 2016, quindi trent’anni dopo (!), il che è già una cosa “particolare” (!) ma l’aspetto più interessante è che al cittadino che allora osò chiedere sulla base della norma allora vigente viene inviata la richiesta di integrazioni, magari assai ricca, dandogli per l’adempimento il tempo tassativo (!) di trenta giorni (!). Riassumendo: trenta anni per loro (che devono solo esaminare), trenta giorni per noi (che dobbiamo fare).

Tutto lineare? Provate a pensare alla longevità dei committenti, spesso non sono nemmeno più tra noi, ed a quella dei tecnici redattori, che una volta si pensava dovessero avere una vita lavorativa di trentacinque anni per cui è probabile che a trent’anni di distanza il nostro professionista si sarà conquistata la meritata quiescenza?

E se arriva il diniego?

Massimo Meneghin burocrazia il tempo 2

autore: Massimo Meneghin

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