Burocrazia, la cecità

Massimo Meneghin burocrazia la cecità

La realizzazione delle opere edili può in determinati casi essere effettuata liberamente, ad esempio quando siamo in presenza della sola manutenzione ordinaria. 

In altri casi ci viene chiesto di presentare una semplice comunicazione con la quale il proprietario, o qualche avente diritto sull’immobile, riferisce al comune di non costruire ex novo, nemmeno per ampliare, ma di modificare l’edificio esistente, potendo intervenire sulla tramezzatura ma non le strutture portanti.

In quest’ultimo caso, infatti, dobbiamo servirci di un professionista abilitato, che effettuata le verifiche del caso, il che sembra anche comprensibile ed accettabile.

Il discorso è, o meglio sembra, lineare, come tutto quello che viene fatto, anzi detto, da chi non sa nemmeno di cosa parla, e quindi non ne conosce le implicazioni. Il motivo dell’affermazione è presto detto.

Anche la semplice modifica dei divisori interni, quindi limitata alle pareti non portanti, può portare al non rispetto dei requisiti igienico sanitari, rispettati ante opere, assenti in toto o in parte dopo. Questi non sono certo aspetti secondari, venivano prima certificati da professionisti, controllati dall’ufficio tecnico comunale e dalla competente azienda sanitaria. Adesso il cittadino fa quello che vuole con buona pace della salubrità degli ambienti…

Torna tutto o questa burocrazia è cieca?

 

autore: Massimo Meneghin

 

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