Burocrazia, la de-complicazio

Massimo Meneghin burocrazia la de-complicazio

E’ in atto un processo di semplificazione e di unificazione della modulistica.

Qualcuno dirà “meglio tardi che mai”. Come dare torto? Chi, infatti, ha compreso il motivo per cui la banalissima denuncia di inizio dei lavori o la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, che non possono che rispettare quanto la legge prevede, devono essere diverse da comune a comune?

Motivo a parte, quanto costa a ciascuno di noi, specie se lavora in luoghi diversi, procurarsi i moduli e completarli? Ed il costo sociale, cioè comunque nostro, delle migliaia di tecnici che le hanno adattate al proprio ente territoriale?

Ma soprattutto che senso ha avuto tutto ciò se a maturità raggiunta si torna indietro? In altri termini, per quale motivo sono state aggiunte tutte quelle parti che ora vengono eliminate?

Quanto sopra può sembrare frutto di una volontà polemica fine a se stessa ma non è così. L’affermazione viene invece proposta perché, quanto meno a parere di chi scrive, nelle pieghe di queste differenze sta il principio fondante di tutto l’apparato che ruota attorno alla burocrazia.

Semplificando, cioè chiarendo (cosa che la burocrazia non fa, anzi questa non è semplificazione ma semmai de-complicazione) non si può non affermare, perché i fatti lo dimostrano, come si è imposta l’inutilità.

Non è poco. Se questa follia è diventata normale (e -come tutti sappiamo- lo è) la situazione è ancora peggiore.

 

autore: Massimo Meneghin

 

 

2 risposte a “Burocrazia, la de-complicazio”

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