Burocrazia, la finzione

Massimo Meneghin burocrazia la finzione

La burocrazia, è avanzata, usa strumenti aggiornati, ed anzi li impone, vantandosene.

Vero o falso? Vero, se tutto funziona. Falso, se molto non va.

Del tutto evidente che oggi tutto non può che essere informatizzato, e non per moda: per essere “avanti” o quanto meno al passo con i tempi -vivere l’oggi, non il domani ma nemmeno l’altro ieri, è richiesta la digitalizzazione, il che significa e comporta produttività ed efficienza. Non è più innovazione è la quotidianità.

Pensare di vantarsi perché dalla bicicletta si è passati al motocarro è anacronistico, oltre che ridicolo.

Avevamo in ballo una domanda: la disperazione di chi -da una parte e dall’altra della scrivania- deve confrontarsi con la burocrazia adoperando -per legge- i software “messi a disposizione” appunto per essere al passo con i tempi,  la dice lunga su quale sia la risposta.

Chi non li ha provati si ritenga fortunato, e se non ci crede faccia un giro nelle pagine di presentazione dei software di ogni tipo, la differenza salta agli occhi: se da una parte -le software house commerciali- si elenca l’aumento vertiginoso di opportunità offerte, dall’altra -i programmi “istituzionali”-  ci si vanta di aver corretto interi elenchi di errori ed anomalie, evidentemente presenti…

Certo che in piena civiltà dell’immagine mostrarsi efficienti è importante, lo sarebbe però molto di più esserlo davvero.

Se, infine, consideriamo che il miglioramento di quanto sopra sarebbe possibile semplicemente facendo provare i programmi a chi dovrà usarli, esattamente come fanno tutte le aziende, grandi e piccole, senza costi e tempi aggiuntivi capiamo che la soluzione non è dietro l’angolo e lo sconforto farà parte di noi per molto tempo.

 

autore: Massimo Meneghin

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