Burocrazia, la non-realtà

Massimo Meneghin burocrazia la non-realtà

Che cosa è successo quando il topografo misurava la distanza tra alcuni punti ed il risultato del suo lavoro, tecnicamente ineccepibile ed assolutamente corrispondente al vero, contrastava con la misura ufficiale, che tutti sapevano essere errata? Gli veniva respinto il lavoro con la motivazione “misure errate“.

Che cosa poteva fare il “poveretto”? Due le alternative.

La prima prevede l’insistere sulla bontà del proprio lavoro e per dimostrarlo produrre -a proprie spese- documentazione in gran numero fino a dimostrare la necessità di correggere il dato errato. Ne vale la pena? E’ la domanda che il tecnico si è posto prima di analizzare la seconda opzione.

Altro è -semplicemente- indicare le misure che chi controlla vuole sentirsi dire, pratica che abbiamo riscontrato essere in passato assai diffusa. Non si intende incolpare nessuno ma qualcosa evidentemente non torna. Se non altro perché errori macroscopici non corretti al momento in cui divengono evidenti generano ulteriori errori. Lo immaginate l’ennesimo tecnico che si presenta con il proprio scrupoloso lavoro e si sente riferire che è completamente errato. Non solo perché le sue misure sono diverse da quelle “ufficiali” ma perché queste ultime sono avvalorate da tutti gli altri tecnici che lo hanno preceduto e che le hanno avvalorate. La dimostrazione di cui si diceva diviene impossibile, o quasi. Vorrebbe dire far dichiarare falsi tutti i rilievi già depositati…

La distanza tra due punti noti non è quella misurabile in loco ma quella riportata nei documenti, lo dice la burocrazia. Quello riportato è solo un esempio in moltissime occasioni la situazione si ripete: nella partita con la realtà la non-realtà vince facile.

 

autore: Massimo Meneghin

2 risposte a “Burocrazia, la non-realtà”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *