Burocrazia, la pignoleria

Massimo Meneghin burocrazia la pignoleria

L’obbligo di bollare domande, atti e quanto altro nasce al momento della sottoscrizione del documento, lo dice la legge, lo conferma la burocrazia.

Negli anni passati non abbiamo riscontrato alcun problema diverso dall’enorme e continuo rincaro: sedici euro sono molti, sono ancora di più se altrettanti servono per l’atto richiesto, e la cosa si amplifica se il bollo, anzi i bolli, non servono a coprire il costo del servizio, visto che lo paghiamo con i diritti di segreteria o parenti stretti di questa.

Della data, non si parlava, essendo sufficiente che la bollatura avvenisse prima della produzione dell’atto all’ufficio competente.

Oggi invece le marche riportano la data, ed ecco che i solerti del caso -applicando la legge, come loro dovere- fanno cassa con le sanzioni.

E’, infatti, di gravità inaudita scrivere una baggianata di domanda, per un’inutile atto formale che però ci costa tempo e denaro, datandola in un certo modo ma comperando la marca il giorno dopo. La differenza di date fa scattare la sanzione.

Prima si compera e si bolla, poi si firma! Il contrario è perseguibile, anche se non ancora a livello penale…

Di qua c’è chi si uccide, di là c’è chi nel suo bell’ufficio con l’aria condizionata controlla la data sulla marca da bollo.

 

autore: Massimo Meneghin

2 risposte a “Burocrazia, la pignoleria”

  1. attenti alla data sulla ‪#‎marca‬ da bollo, potreste commettere un crimine… o più modestamente pagare una ‪#‎sanzione‬!

  2. chi siete?
    quanti siete?
    cosa fate?
    dove andate?
    cosa portate?…
    UN FIORINO !
    (NON CI RESTA CHE PIANGERE film con Troisi e Benigni )
    ma forse adesso è ancora peggio….

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