Burocrazia, la sequenzialità

Massimo Meneghin burocrazia la sequenzialità

Il titolo dell’articolo è eloquente. I fatti riportati sono tre.

Il primo è che vi sono costruzioni abusive, minime se vogliamo ma illegittime. C’è una norma non rispettata, che avvenga da parte di uno o di molti cambia qualcosa?

Il secondo è la contestazione. Una segnalazione ha dato inizio al procedimento che porta al sanzionamento dei proprietari ed alla rimozione dei fabbricati illegittimi. Forse ci potremmo chiedere se e quanto servono i suggerimenti, sul valore dell’anonimato e sull’utilità di chi controlla senza farlo. Non è la lode dello stato di polizia però qualcosa andrebbe chiarito, ed ovviamente riorganizzato.

Il terzo è che “fatta la legge trovato l’inganno“? No, non proprio. Nel momento in cui il comune stabilisce le proprie regole (che non sono imposte dall’esterno) e riscontra il mancato rispetto come si comporta? Cambia la regola!

La cosa è rivoluzionaria, anche se non del tutto nuova. Credevamo che prima -come collettività- ci dessimo delle regole e che quindi -come cittadini- dovessimo rispettarle, in questo caso non è così. La regola è fatta per essere infranta ed anzi deve a posteriori adattarsi per rendere legittimo quello che succede.

Chi sa dire a cosa serve tutto ciò? In quel tutto rientrano i professionisti redattori del piano urbanistico e dei vari regolamenti, i vari funzionari e consiglieri degli enti territoriali (comune e regione) che ne hanno fatto l’istruttoria e decretato l’approvazione, i tecnici comunali, incaricati di respingere progetti non conformi, la polizia locale deputata al controllo, peraltro non effettuato…

Il saggio, se ci fosse, direbbe “è lo specchio dei tempi”, noi, che saggi non siamo, la chiamiamo “burocrazia”.

 

autore: Massimo Meneghin

 

 

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