Burocrazia, l’anacronismo

Massimo Meneghin burocrazia l'anacronismo

Il fax è definitivamente tramontato,ma non per la burocrazia.

Lo straordinario strumento che ci consentiva quello che allora ritenevamo impensabile, l’invio di immagini attraverso il telefono, in sostanza facendo una fotocopia a distanza è obsoleto.

Il motivo è presto detto, vi sono alternative migliori. Oggi si può inviare (quasi) di tutto, anche senza avere lo specifico apparecchio che scansiona -da una parte- e stampa -dalla’altra. E’ l’ennesimo successo di internet che fagocita tutto.

Anche i costi sono diversi, la stampa di tutto quello che arriva via fax, anche se deve essere immediatamente cestinato, senza nemmeno leggerlo, la necessità per l’archiviazione di fare la scansione, pure se vi sono apparecchi evoluti che non lo richiedono, ha fatto si che in molti si siano convertiti ai sistemi già detti, mantenendo il fax solo per non perdere il contatto con gli “irriducibili”.

Infine, pure la amministrazioni pubbliche lo hanno capito, ed anzi è stata emanata precisa indicazione che vieta l’uso del fax. Del resto che bisogno c’è di tale vecchiume quando abbiamo la posta elettronica, anche certificata? Il che significa che un invio a costo zero, in assoluta comodità, viene immediatamente recapitato in modo certo, con allegati di ogni tipo e con lo stesso valore di una raccomandata.

Non per tutti, vi sono comuni che ancora richiedono -tassativamente- che alcune comunicazioni avvengano con questa sorta di piccione viaggiatore. Si penserà qualche sperduto comune in fondo a qualche valle o in isole in mezzo al mare dove l’ADSL è fantascienza: no, è Milano!

 

autore: Massimo Meneghin

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