Burocrazia, l’astrazione

Massimo Meneghin burocrazia l'astrazione

Il nesso tra la natura del vincolo e la sua applicazione spesso ci sfugge.

La burocrazia ci impone un limite, apparentemente logico, di cui non comprendiamo nemmeno lo scopo, tralasciando gli effetti sul nostro agire, che potremmo sopportare se giustificati.

Prendiamo il vincolo ambientale. Importantissimo, senza dubbio.

Le aree di pregio devono essere oggetto di maggior tutela. Chi può sostenere il contrario? Però…

Se ci deve essere tutela, ad esempio per non rovinare la valle dei Templi, non si capisce perché invece sia concesso tranquillamente distruggere altre aree! Se qualcosa non va fatto, non deve esserlo. Non qui si e lì no.

Chi decide se l’intervento è compatibile con l’ambiente? Spesso sono sedicenti esperti con l’avvallo degli amministratori comunali, oppure gli stessi membri della commissione edilizia. Il discorso già fatto si ripete se in quest’ultima stanno esperti che possono dare pure pareri ambientali perché non li danno su tutto? Ma anche: i non-esperti che ci stanno a fare?

L’area vincolata è generalmente una fascia a cavallo del bene. Non vi sembra che la decima fila di case dietro la via vincolata abbia  molta relazione con la bellezza dei palazzi fronte strada? E i corsi d’acqua, che possono essere in fondo ad una ampia valle, per cui una parte di questa, di sicuro impatto, potrebbe non essere vincolata ed al contrario, se la valle è stretta, vengono protetti beni che nulla hanno a che fare con il torrente…

Burocrazia è astrazione!

 

autore: Massimo Meneghin

 

 

 

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