Burocrazia, l’illogicità

Massimo Meneghin burocrazia l'illogicità

La lotta all’evasione fiscale è sacrosanta, su come  viene fatta ognuno la pensa come crede. Alcuni la considerano seriamente, altri l’esatto contrario.

Sicuramente il recente provvedimento che prevede di sanzionare i lavoratori autonomi che non sanno spiegare come hanno speso il proprio denaro ha del paradossale.

Burocrazia che sembra impossibile ma è tutto vero. Il nostro amato fisco chiede a chi lavora in proprio di giustificare l’avvenuto prelievo dal conto corrente. E’ banale ma deve essere spiegato: non il versamento ma il prelievo, non i soldi in ingresso che -ad esempio- potrebbero non essere stati fatturati, ma quelli in uscita, che pertanto già stanno nel conto.

Già si sono scatenati ogni forma di commento e di interrogativo, perché la cosa è davvero molto strana, una raccolta potrebbe essere quella che segue.

Si tratta del più banale degli errori (ma è impossibile perché l’altro controllo già c’è…).

Potrebbe trattarsi di un modo per fare cassa (chi ricorda anni dopo come ha usato le banconote prelevate? E serve il documento fiscale, che fanno i fumatori, si fanno fare la fattura dal tabaccaio?)

La cosa più probabile è però, visto che la stessa richiesta non viene fatta a dipendenti e pensionati, un colpo basso ai titolari di partita iva, poco inclini alla sindacalizzazione e ad essere comandati come burattini…

 

autore: Massimo Meneghin

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