Burocrazia, l’illusione

Massimo Meneghin burocrazia l'illusione

Le operazioni anti-crisi messe in atto dai nostri più alti rappresentanti, la burocrazia, hanno dello straordinario. Credo davvero che nessuno si renda conto della grandissima portata delle misure adottate. I risultati lo confermano.

Ultimo arrivato è l’invio della dichiarazione dei redditi al contribuente. Cosa può esserci di più utile? Non certo la riduzione delle imposte (arrivate a livello insostenibile) o il miglior uso del versato (che in grossa parte viene gettato alle ortiche).

Soprattutto non siate pignoli, dimenticate che riguarda solo i dipendenti ed i pensionati (cioè chi ha redditi fissi e che quindi potrebbe non fare la dichiarazione stessa!), men che meno specificate che la cosa deve essere controllata con i documenti in possesso del contribuente (vantaggio pari a zero!), eventualmente corretta e/o integrata (ridere per non piangere!).

L’utilità è perciò “non pervenuta”, come nelle previsioni del tempo certe temperature di posti sperduti. E si parla di sforzo mastodontico. Come sempre gli aggettivi sono relativi, la persona che noi riteniamo di bassa statura viene ritenuta alta dai pigmei…

Qui è tutto da rivedere, ma nella sostanza, non nell’apparenza. Servono operazioni forti e -purtroppo- impopolari per non affondare. Evidentemente nessuno vuole affrontare la cosa, basta spingere avanti il problema, coltivando l’illusione.

Nel caso specifico non sembra ancora più evidente? La burocrazia serve a far credere “qualcosa” al proprio elettorato di riferimento…

 

autore: Massimo Meneghin

 

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