Burocrazia, lo scopo

Massimo Meneghin burocrazia lo scopo

Codificare, normare e diffondere. Ma anche controllare e reprimere. Per provocare l’aumento della qualità (?).

Esempio in edilizia: norme tecniche sempre più severe per avere edifici via via più resistenti al sisma. Ineccepibile, ma giustifica il mare di uffici che normano e controllano? In teoria si, la pratica però ci mostra la bocciatura di ogni iniziativa, briciole a parte, cosi tanto per far finta di essere liberi, ed a patto che siano appiattite sulla burocrazia stessa.

Tornando all’esempio strutturale, autorevoli progettisti si sono visti bocciare il progetto perché non ammesso dalla normativa in quanto pur essendo migliori del dovuto le strutture proposte non rientrano nella casistica codificata. Perché questo è lo scopo, al di là dell’esempio altisonante: bloccare tutto e tutti, a parte chi si prostra.

Continuiamo ad arrabbiarci per inezie, e se ne parla, magari sembra pure di ottenere qualcosa, ma anche questo è funzionale al disegno complessivo. Se c’è qualcosa di serio invece scatta il silenzio, come da regolamento.

Li ricordiamo gli scandali sugli affidamenti delle maggiori opere pubbliche? E’ talmente complesso il rispetto delle norme che lo possono fare solo i migliori? Ma no, solo gli amici degli amici sono all’altezza.

In un paese in cui la piscina per i mondiali di nuoto viene costruita dalla protezione civile (che risponde pressoché solo a se stessa, per cui è l’unica non soggetta a burocrazia!) di cosa stupirsi? Di nulla? No, anche in questo caso ci siamo superati: la vasca è più corta rispetto alle norme, maledetta burocrazia (che rientra dalla finestra e controlla l’incontrollabile) se non possiamo usare la piscina per le gare pazienza, l’useremo per innaffiare il giardino.

 

autore: Massimo Meneghin

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