Piccoli interventi ripetuti

Massimo Meneghin piccoli interventi ripetuti

Non si pretende certo di sostenere che per ogni intervento si debba chiamare il professionista acclamato che ci progetti tutto, anche il più piccolo dettaglio, però il nostro ambiente è sicuramente frutto del degrado causato dall’atteggiamento opposto.

Ogni angolo, con poche eccezioni, è letteralmente rovinato dalla montagna di piccoli interventi attuati nel tempo.

Ognuno è piccolo, non parliamo certo degli ecomostri, altra storia. In certi casi è ancor più minuto, ma il suo piccolo danno lo fa comunque. Ma il dramma è nella ripetizione.

Uno più uno più uno, che poi diventa più due più due, per passare a più tre…

Chi è stato a Venezia avrà probabilmente percorso le calli che dal ponte di Rialto portano a piazza San Marco, i due punti di maggiore attrattiva.

Quella è la parte più vecchia della città, storicamente di maggior pregio ridotta oggi ad un supermercato. Come è stato possibile? Facendo mille piccoli interventi, ognuno separato dall’altro, apparentemente ininfluente rispetto alla maestosità dell’insieme, in realtà deleterio.

Prima apri una finestra qua (cosa vuoi che sia…), ingrandiscila (ma solo di un poco, che importa…), falla diventare vetrina (perché no…), …

Ma nei contesti meno importanti non è diverso, dal nuovo condomino che sul campanello condominiale, dove tutti i nomi sono scritti nella stessa maniera, mette il suo nome su un pezzo di carta scritto a malamente mano ed attaccato con il nastro adesivo!

Si dirà che poco importa ma non è vero, e soprattutto “Come fai le piccole cose fai anche le grandi”!

 

autore: Massimo Meneghin

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