Fotovoltaico per denaro

Massimo Meneghin fotovoltaico per denaro

Vediamo se riusciamo a fare un polverone: l’energia prodotta dal fotovoltaico in molti casi non è conveniente.

Lo è se mi devo illudere di essere bio, non lo è se lo faccio per risparmiare ma anche se analizzo in profondità, nemmeno troppo spinta, più aspetti e non uno solo.

Molti specialisti non compromessi nella vendita, progettazione, installazione o gestione degli impianti, dopo aver considerato tutti i fattori sono certi e concordi nell’affermare la non convenienza degli impianti per il ricavo di energia da fotovoltaico e ne sconsigliano l’installazione.

Ma anche facendo ragionamenti a livello etico non è chiaro, almeno non a tutti, qual’è il costo sociale, non quello economico, per produrre i pannelli in silicio ed ancor meno quello per lo smaltimento, spesso oggetto di favolette. Se dobbiamo fare il conteggio del costo per la collettività dobbiamo considerare cosa è costato in termini di danni generati dalla produzione: se l’inquinamento risparmiato dalla produzione di energia lungo tutta la vita utile dell’impianto (generosamente stimata) è inferiore a quello generato nella produzione e a quello che avremo al momento dello smaltimento dei pannelli stiamo inquinando o no? Io ritengo di si!

E analogamente se l’energia utilizzata per la produzione e lo smaltimento è maggiore di quella risparmiata nel periodo di vita qual’è il contenimento energetico? Nessuno! C’è quello economico, peraltro da approfondire sul campo, non con le demo degli agenti, tale vantaggio consiste nel trasferimento di un’addizionale a quanto al pagamento a carico degli utenti tradizionali, che si trovano strane voci nella bolletta elettrica. Con buona pace dell’ecologia, il termine da utilizzare è un altro, non c’è alcun dubbio.

 

autore: Massimo Meneghin

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