Rapporto qualità prezzo: mito?

Massimo Meneghin rapporto qualità prezzo mitoSe ne parla ovunque, in molti ne fanno pure le classifiche, si tratta dell’ormai mitico rapporto qualità prezzo.

Per chi non lo conosce, cosa di cui dubito fortemente, o se comunque può essere utile un ripasso o -meglio- il far mente locale, posso ribadire che ogni acquisto (perché di questo e solo di questo si tratta) si riferisce ad oggetti che intrinsecamente hanno una qualità più o meno elevata, cosa che ha spinto chi si ritiene esperto a stilare le classifiche del migliore acquisto in relazione al prezzo.

Non si tratta perciò del prezzo più basso ma ci si è spinti oltre, memori di studi matematici degni di nota, si è confrontato, per la precisione diviso aritmeticamente, il valore di un bene venduto (facile, trattandosi del prezzo espresso in euro) con il valore “reale “del bene (evidentemente misurato in un modo tanto sofisticato da riuscire a convertire ogni aspetto in moneta, ad esempio sicurezza, comodità, facilità, durata, ecc.), potendo così confrontare prodotti del tutto diversi e stabilendone la convenienza d’acquisto.

Quale però il risultato reale? Molti sono i possibili dubbi sul metro utilizzato per misurare dati non oggettivi ma soprattutto se il prezzo lo fa l’incrocio tra domanda e offerta non possono che aver il voto più alto oggetti che nessuno compera, fatto per il quale un motivo ci sarà…

E che succede se dovendo comperare un’auto quella con il miglior rapporto qualità/prezzo è un modello costosissimo, dalle prestazioni strabilianti (ed inutilizzabili nella realtà) offerto ad un prezzo incredibile (che però è fuori portata) ma anche se in modelli normali la convenienza è data dalla presenza di gadgets inutili?

 

autore: Massimo Meneghin

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