Scoperchiare i capannoni

Massimo Meneghin scoperchiare i capannoni

Tasse sui fabbricati sempre più alte e redditività sempre più basse hanno generato fenomeni letteralmente incredibili.

Un conto è pagare imposte elevate (secondo chi? in base a quale parametro?), un altro è essere chiamati a versare imposte in assenza di reddito (altro che 50 o 70%!).

Se l’attività è ferma, e non vi è perciò alcuna forma di produzione, mancano i beni in ingresso, nessuna trasformazione è in atto ed ancor meno vi sono prodotti in uscita. Come si può ritenere che il solo possesso di un bene sia capace di generare reddito? Semplice, basta una legge. Naturalmente noi l’abbiamo!

Eccezioni? L’edificio in base alla norma genera rendita al proprietario semplicemente per il fatto di esistere, molto filosofico! Ma allora quando un fabbricato è così redditizio? Vi sono dei limiti al suo esistere, e quindi al potere impositivo? Certo.

Un edificio è tale quando è dichiarato agibile, e mantiene l’imponibilità anche a seguito del degrado di strutture e impianti, fino alla rovina. Potremmo perciò essere in presenza di costruzioni tanto mal messe da essere di fatto inutilizzabili ma -altrettanto di fatto- tassate.

Quale la caratteristica che fa di un insieme di mattoni, o simili, un fabbricato vero e proprio? E’ il tetto. Ed ecco allora la genialata di chi vuole risparmiare sulle imposte: basta scoperchiare i capannoni demolire la copertura di altri fabbricati, pratica assai costosa ed ancor più dannosa. Avete idea della spesa per togliere e un domani rimettere il tetto (non i coppi ma l’intera struttura!) ed danni che genera il maltempo negli edifici senza copertura?

Se c’è chi è arrivato a fare ciò siamo messi tanto bene e soprattutto abbiamo le più rosee aspettative per il futuro!

 

autore: Massimo Meneghin

 

2 risposte a “Scoperchiare i capannoni”

  1. Hai illustrato benissimo la follia della norma, e le strette in cui ha messo molta persone e il conseguente comportamento disperato

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