Idraulica

Massimo Meneghin idraulica

La quantità e la qualità dei disastri recentemente verificatisi nel nostro paese non può non farci pensare. Saranno pure i cambiamenti del clima ma siamo sicuri che non ci abbiamo messo del nostro?

Quella italiana tempo addietro era una delle scuole di idraulica migliori al mondo, è del tutto evidente che il primato anche in questo caso è stato perduto, nelle piccole e nelle grandi cose.

Come è possibile che all’avvicinarsi di un semplice temporale intenso, non un monsone, debba scattare l’allarme? Tutti i nostri meccanismi di pianificazione non dovrebbero far sì che le zone in cui viviamo siano salubri e rispettose dell’ambiente? Quell’enorme numero di autorizzazioni che dobbiamo acquisire per essere certi di costruire nel migliore dei modi che risultato producono? Sembra esserci un totale scollamento tra questo mondo e quello reale, ciò però non è più accettabile.

Di certo vi sono problematiche assai complesse che, per la loro natura, non possono essere affrontate in questa sede, di altre invece, se non altro per la scala minuta, qualche cosa può essere detto, anche a costo di mettere tra parentesi alcune complessità allo scopo di non appesantire lo scritto.

C’è da scommettere sul fatto che in molti casi è impossibile fare peggio, vedasi: allagare le città, applicare teorie inappropriate, aumento temperatura e scioglimento ghiacci, dare soluzioni in materie che non si conoscono, ignorare la sicurezza idrogeologica, intasare le golene, non separare le fognature, sprecare acqua, tombare i fossi, una sfilza di idiozie: le perditeuna sfilza di idiozie: le teorie, una sfilza di idiozie: limitare il consumo idrico, una sfilza di idiozie; serbatoi e vasche!

 

autore: Massimo Meneghin

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