Sprecare acqua

Massimo Meneghin sprecare acqua

Non è retorica parlare di spreco. Non è superfluo limitare lo spreco di risorse che “sembrano” disponibili a prezzo ridotto.

L’acqua -forse seconda solo all’aria in termini di importanza-  è considerata di scarso pregio, ma solo perché l’abbiamo nella quantità desiderata. Ed infatti l’aria, e solo questa, vale ancor meno, anzi non vale niente, perché non si può vendere, almeno non oggi.

Sono buoni motivi per sprecarle? Certo che no, ma cosa intendiamo per spreco? Il termine porta con se ogni forma di negatività -a meno che qualcuno voglia parlare di nobiltà come inutile distruzione di risorse…- ma sappiamo di cosa davvero stiamo disquisendo?

A chi ritiene che quanto detto sia fantasia, negativa ovviamente, basti riportare ciò che succede ogni giorno, senza commento (non c’è satira, è solo la realtà di ogni giorno a farci ridere-o disperare- sempre di più.

Ecco la doppia dimostrazione, sotto forma di domande senza risposta:

– tutti d’accordo sul gettare nel terreno il 40, 50, 60 o 70% e più di acqua potabile dagli acquedotti al terreno: “non ci possiamo far niente” (ma chi lo dice accetterebbe lo stesso nella propria rete privata? Dal punto di vista economico ma anche da quello sociale, specie se, come è ovvio, l’inevitabilità di tale spreco non è affatto vera?)

– quale ricchezza dobbiamo possedere, senza accorgercene, per usare l’acqua potabile per il cosiddetto sciacquone del w.c., per lavare l’auto ed innaffiare il giardino quando basterebbe recuperare l’acqua della pioggia?

 

autore: Massimo Meneghin

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