Una sfilza di idiozie: le teorie

Massimo Meneghin le teorie

Leggo sui giornali che la colpa del disservizio degli acquedotti italiani è per buona parte nella mancanza dei fondi necessari per rifare le parti disastrate. Ma sempre si parla di rifare l’acquedotto mantenendo i precedenti principi informatori e non si afferma in modo perentorio che bisognerebbe questi fondi usarli per modificare gli acquedotti nei concetti base e quindi in modo da usufruire delle nuove tecniche e soprattutto di dare agli impianti di telecontrollo e telecomando l’importanza che meritano e che consiste nel dettare le leggi per la nuova costituzione delle reti di distribuzione!

Un impegno analogo è quello risultante dai nuovi avanzati studi di calcolo delle reti, di calibrazione di modelli matematici, di tecnica matematica di primordine ecc. ecc., dove si è progredito al punto di scomodare anche Darwin e le sue leggi sull’evoluzione della specie, il tutto finalizzato a migliorare ma non a cambiare alla base gli acquedotti esistenti che invece si presume tassativamente debbano mantenere, come già detto, l’assetto originario!

Altre assurdità si profilano nei commenti relativi alle tariffe della vendita d’acqua che, essendo tra le più basse d’Europa, sono, stando agli autori, una delle cause della mancata sistemazione degli acquedotti. Anche in questo caso non si dice che sussistono comunque errori nella concezione di base con cui nulla hanno a che vedere le tariffe dell’acqua!

Potrei continuare su questa serie di assurdità: mi fermo per concludere: ma si può far peggio di cosi?

 

autore: Marcello Meneghin

http://tuttoacquedotti.it

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