Una sfilza di idiozie: limitare il consumo idrico

Massimo Meneghin limitare i consumi idrici

Leggo dai giornali che per risolvere il problema idropotabile italiano è necessario il risparmio dell’acqua.

Io sono un accanito sostenitore del contrario: l’acqua è un bene primario ed è necessario renderla disponibile all’utente per tutto il quantitativo che gli serve e cioè, fermo restando che lo sperpero è sempre da condannare, occorre offrirgli acqua buona, tanta ed a basso prezzo: questo è l’obbiettivo da ricercare!

Un utente servito bene avrà vita più facile e soddisfacente, sarà predisposto a consumare più acqua, soprattutto se è a costo moderato, e ne guadagneranno tutti compreso il gestore che vedrà ben remunerate le sue spese di produzione e distribuzione.

Ecco ancora la critica che leggo riguardo una recente legge regionale sulle acque: è un calderone raccogliticcio, con qualche vera perla che brilla per palese violazione non solo della buona pratica, ma anche del più elementare principio di precauzione. Poche volte ho assistito a critiche più violente. Mi chiedo: ma è possibile vengano emesse leggi, sia pur regionali, che si meritano giudizi di questo genere?

 

autore: Marcello Meneghin

http://tuttoacquedotti.it

 

3 risposte a “Una sfilza di idiozie: limitare il consumo idrico”

    1. Certamente è innegabile la difficoltà degli enti di gestire la rete idrica, ma resta comunque il fatto che i consumi di acqua attuali sono difficilmente sostenibili per il tempo che pensiamo noi (cioè infinito). Da dati ARPAV l’agricoltura di pianura da anni sta pompando più acqua di quanta se ne rigenera, quindi…

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