Architettura rifiutata

Massimo Meneghin architettura rifiutata

I fatti sono fatti. Le opinioni sono un’altra cosa. Quello che succede è, piaccia o non piaccia, quello che succede.

Come possiamo non tener conto che i progetti – i “nostri” ma anche quelli degli inarrivabili “maestri”- spesso non sono apprezzati dai destinatari ed anzi vi sono casi eclatanti di rifiuto.

Le argomentazioni non mancano, ovviamente, né all’accusa né alla difesa ma quando si arriva al processo, indipendentemente da chi ne uscirà vincitore e chi si ritroverà le ossa rotte, un problema c’è.

Sono fermamente convinto dell’importanza degli esempi, che spiegano spesso meglio di lunghe e noiose teorie, ecco quindi un brevissimo elenco, tanto succinto da riportare due soli casi, opposti.

Il primo è l’edilizia che un tempo chiamavamo economico-popolare: non c’è nulla che gli assegnatari detestino più degli alloggi specificatamente progettati e costruiti per loro, anche quando sono intervenuti i più acclamati professionisti e pure quando si tratta di opere pubblicate sulle riviste specializzate (naturalmente con fotografie scattate prima dell’ingresso degli abitanti…)

Si dirà che è problema culturale (e io dico parliamone…) ma-ecco l’altro esempio- se questa distanza non c’è, come nei casi in cui lavorano fianco a fianco grandissimi architetti e grandissimi artisti (notare la parità di grado, per non offendere nessuno!) come finisce? L’artista non vuole assolutamente esporre nel museo fatto per le sue opere!

Evitando battute sul fatto che da postumo la smetterà di protestare è evidente che uno stacco è indiscutibilmente presente, e si manifesta con forza in moltissime occasioni.

 

autore: Massimo Meneghin

Una risposta a “Architettura rifiutata”

  1. come la mettiamo se i fruitori rifiutano l’‪#‎architettura‬ progettata specificatamente per loro? ‪#‎tuttiacasa‬

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