Autocollaudare

Massimo Meneghin autocollaudare

Ci hanno insegnato che l’unico modo per garantire la qualità è la certificazione da parte di enti o professionisti distinti da produttore, fornitore e costruttore.

E’ un principio che siamo abituati a fare nostro. La più modesta costruzione in zona blandamente sismica viene progettata da taluni professionisti, costruita da ditte specializzate ed infine collaudata da persone diverse, autonome da tutte le figure che hanno preso parte al processo progettuale e costruttivo. Perché? Ma per avere l‘indipendenza e quindi la garanzia del prodotto finale. Da un certo tempo l’incarico del collaudo deve essere affidato fin dall’inizio, in modo che il tecnico possa verificare tutte le fasi.

E di questi giorni la notizia che i padiglioni dell’expo non saranno collaudati, per mancanza di tempo, viene spiegato.

Non è paradossale? Chi lo va a spiegare al poveretto che desidera costruire un magazzino microscopico? Molto difficile che ammetta di essere gravato dall’obbligo di collaudo, se non altro per la spesa, visto che edifici molto più importanti, aperti al pubblico, per cui con problemi di incolumità assolutamente non trascurabili, non hanno lo stesso obbligo.

E dal punto di vista economico? Il nostro paga quello che vuole ma quando l’opera è pubblica non dovrebbe essere maggiormente garantita la bontà della spesa? La risposta è una sola: no!

 

autore: Massimo Meneghin

3 risposte a “Autocollaudare”

  1. Caspita! … Aspettiamo un crollo e forse una tragedia “Italiota”, che si dirà annunciata. Continuiamo ad illuderci di essere grandi costruttori ma solo pensando al passato e alle Costruzioni Romane di 2000 anni fa.

  2. Ottimo direi… ed io dovrei portare la mia famiglia all’interno di strutture non collaudate fidandomi della firma dell’architetto?

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