Confondere progetto e immagine

Massimo Meneghin confondere progetto e immagine

Negli ultimi anni abbiano assistito all’ingresso ed alla diffusione della rappresentazione dei nostri ambienti tramite l’elaboratore: il rendering.

Il successo è determinato dalla facilità di ottenimento, dalla disponibilità di software ed hardware che fino a poco tempo fa erano impensabili, molti a prezzi ridotti ed alcuni programmi addirittura gratis, e della possibilità di avere numerose viste, anche animate, dopo la realizzazione del modello informatico.

Questo ovviamente contrasta con quanto si faceva prima, quando il tempo richiesto per disegnare una prospettiva e magari pure colorarla era davvero molto. Aggiunto che potremmo aver bisogno di più viste, meglio se interne ed esterne, dall’alto, dal basso e ad altezza d’uomo, comprendiamo come il tempo richiesto sia moltissimo, per non parlare di capacità non così diffuse (quanti sono i professionisti capaci di disegnare una prospettiva a due fuochi?).

La tecnologia ci consente invece di avere tutto, subito, a costi ridotti ed alla qualità che vogliamo, compresa quella fotorealistica.

Irresistibile quindi la diffusione ma cosa è successo, quale la storia recente, che cosa ci aspetta?

Le prime immagini avevano qualità bassissima ma hanno comunque affascinato e raccolto meriti maggiori del dovuto, venendo preferite –senza motivo- alle analoghe immagini disegnate a mano.

Le successive immagini “fatte” al pc e dal pc, notevolmente migliorate, hanno -in perfetta analogia a quanto già detto- raccolto ancora di più: i concorsi di architettura sono stati vinti dalle migliori immagini, non dai migliori progetti. Lo stesso è successo spesso nell’esame da parte delle commissioni edilizie, intimorite dallo strumento, e in altri casi simili: vi è stata una vera e propria traslazione del significato.

Oggi la rappresentazione dei progetti non si differenzia dalla fotografia della realizzazione. Anzi la diversità consiste nella perfezione dell’immagine nel primo caso mentre nel secondo sono presenti i segni della vita reale, che (udite, udite) abbassano la qualità dell’immagine. Siamo perfino arrivati al punto di avere contestazioni di lavori eseguiti in quanto l’edificio, realizzato come da progetto, non ha la bellezza delle immagini mostrate in fase di progettazione…

Il domani, se le tendenze in atto saranno confermate, mostra un ritorno ad immagini di qualità più bassa: si danno le informazioni quali forma e colore ma non molto di più, lasciando all’immaginazione il ruolo di completare la rappresentazione nella nostra mente.

Questa tendenza a retrocedere, rinunciando a possibilità disponibili, ci deve far pensare!

 

autore: Massimo Meneghin

Una risposta a “Confondere progetto e immagine”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *