Copiare maestri che non sono tali

Massimo Meneghin imitare maestri che non sono tali

Il bello veniva considerato, quando se ne aveva addirittura il culto, come l’imitazione della natura.

Oggi la natura non si imita più, ma si copia ancora, eccome. E’ cambiato il modello, alla natura sono stati sostituiti una serie di elementi che per i motivi più diversi sono riconosciuti, a torto o a ragione, di valore. Si tratta di opere e/o azioni di chi è riuscito a farsi considerare autorevole.

Qui, solo per brevità e quindi ci possiamo tornare se lo riteniamo utile, non possiamo approfondire  il motivo per cui certi “elementi” riescono a salire sulla scala dei valori fino a divenire modelli per la comunità, di certo nella maggior parte dei casi il tutto è semplicemente incomprensibile.

Analogamente, nemmeno il perché si senta il bisogno di copiare certe cose non è del tutto chiaro, anzi, è del tutto nebuloso, almeno a chi scrive e se credete possiamo pure scommettere.

Più chiari sono i risultati di questo modus operandi, il nuovo tipo edilizio è privo di ogni interesse (o qualcuno vuole discutere sul fatto che tutti vorrebbero la cucina ma pochi possono permettersi di più dell’angolo cottura?), la nuova parola d’ordine, il nuovo credo multimediale è il mediocre, ma forse si dovrebbe dire l’orrido.

Imitare è di per se un’iniziativa deprecabile ma se proprio devo farlo perché copiare cose che non hanno nessun valore? Personalmente mi fanno ridere come Totò al museo delle cere: per nulla!

 

autore: Massimo Meneghin

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