Costruire sempre e comunque

Massimo Meneghin costruire sempre e comunque

L’importanza di avere una casa è fuori discussione, idem per gli edifici pubblici quali ospedali, scuole e simili.

E se questo riguarda l’utilità dei fabbricati non si può dire diverso per il processo che porta ad avere questo risultato: il settore delle costruzioni è sempre stato fondamentale per l’intero paese.

Da qui a quello che è successo vi è però un passaggio non lineare: l’utilità dei fabbricati ed il reddito che generano (per privati, aziende, comuni, regioni e stato!) non giustifica il costruire nel modo che abbiamo visto ed il cui risultato non possiamo che subire oggi.

Si è costruito sempre e comunque!

D’accordo che la guerra aveva distrutto e si doveva ricostruire, vero che il miglioramento delle nostre condizioni di vita sono frutto del boom economico e questo dell’industrializzazione però si poteva fare diversamente. Qualcuno potrebbe dire che non c’era tempo ed ancor meno risorse, e forse ha ragione, ma oggi?

Guardiamo le nostre città, i nostri quartieri e le nostre case, com’è possibile costruire ovunque, sulla base dei piani urbanistici, che hanno continuato fino a ieri a consentirlo, aggiungendo di volta in volta nuove aree da saturare, ma anche sulla base delle norme, che hanno consentito di legittimare pure le costruzioni abusive, e della tolleranza di quelle che non si può o non si vuole legittimare.

Non è troppo? Si, ce lo dimostra il fatto che tutti restiamo ammirati davanti ad ogni piccolo fazzoletto di verde tra le case! Serve perciò un cambio di passo, non basta la limitazione delle aree di espansione, non è sufficiente smettere di condonare e tollerare gli abusi -edilizi e non-bisogna smettere di costruire a caso ma anche cominciare a demolire!

 

autore: Massimo Meneghin

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