Esporre l’errore

Massimo Meneghin esporre l'errore

Ridere per non piangere.

Questa è la civiltà dell’immagine, poca sostanza e molto apparire, un tempo si diceva “tanto fumo e poco arrosto”, il fumo però ci intossica e di certo non ci sazia.

Siamo ormai prossimi all’inaugurazione dell’Expo, evento di risonanza mondiale, e che cosa veniamo a sapere? I dati ci parlano ci corruzione certa mentre non siamo nemmeno sicuri dell’effettiva apertura della manifestazione. Circolano informazioni sull’appalto di opere di camuffamento delle parti che non potranno essere terminate in tempo utile. Perché l’importante è fare bella figura!

Infatti, si comincia a propagandare l’evento, invitando noi e gli altri abitanti del mondo, ripeto: del mondo, a procurarci i biglietti, ed ecco la cartellonistica, ma c’è un piccolo “ma”: nel cartello la parola BUY è diventata BUT, quindi COMPERA si è trasformato in MA.

La cosa ha dell’incredibile, vero che si tratta di un semplice refuso ma il ragazzino delle scuole medie che fa questo errore viene deriso e qui non abbiamo nessuno che sappia un poco di inglese? Ancor più vero che si apre un mondo: chi ha fatto dell’immagine la propria ragione d’essere non è -evidentemente- all’altezza della situazione anzi nemmeno in grado di far figure normali ma solo quelle spaziali.

Abbiamo riso in tanti, figurarsi all’estero, dove vorremmo esportare e ci considerano un paese di cialtroni. Come dar loro torto?

 

autore: Massimo Meneghin

3 risposte a “Esporre l’errore”

  1. Non sminuirei così tanto il popolo italiano, in molti arti e settori non siamo secondi a nessuno e anche per l’Expo gli faremo vedere i sorci verdi. A parte la classe politica ovviamente.

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