Fare pezzi di cose (o fare le cose a pezzi?)

Massimo Meneghin fare pezzi di cose o fare le cose a pezzi

Avete visto come sono fatti -intendo materialmente- i nostri percorsi?

Le strade sono riparate a pois (riempite le buche più grosse così abbiamo le dune!), le piste ciclabili partono ed arrivano in punti indefiniti ed indefinibili (qualcuno ha pensato che in bicicletta non si va per perdere tempo?), i percorsi per i ciechi sono offensivi (forse si basano proprio sul fatto che i diretti interessati non li possono vedere…), per i disabili è ancora peggio (le avete viste le soluzioni al superamento dei dislivelli e dove sono gli apposti bagni?)…

Qualcuno sostiene che piuttosto di niente è meglio piuttosto, sembra credibile, forse anche logico ma è poco. Con la stessa spesa, lo stesso tempo e le stesse energie si può -e quindi dovrebbe- fare meglio, se non altro perché per fare peggio ci si deve impegnare davvero molto.

Cosa manca? Perché non facciamo come siamo in grado di fare?

Se non è un problema di soldi (questa è una scusa, vengono dilapidate somme enormi per fare male quasi niente), né di tempo (i cantieri dei lavori pubblici durano un’infinità e non si può certo sostenere che le opere sono malfatte per la fretta) non restano che le energie: chi è responsabile di queste operazioni dovrebbe metterci per quanto poco del suo (il livello è talmente basso che non si può ritenere frutto di menti applicate allo scopo).

Ergo: basta fare pezzi di cose e basta fare le cose a pezzi!

 

autore: Massimo Meneghin

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