Fingere di rimuovere le barriere architettoniche

Massimo Meneghin fingere di eliminare le barriere architettoniche

Il problema della disabilità è assai grave, non ce ne accorgiamo fino a quando non ci caschiamo dentro. Il che è -in un certo senso- altrettanto grave.

Negli Stati Uniti vi sono strutture in cui ai normodotati, cioè a chi non ha alcun problema, quanto meno fisico, viene fatto sperimentare cosa significa essere privati dell’ovvio: improvvisamente bendati vi viene detto di continuare a fare quello che stavate facendo, oppure potreste essere fatti sedere su una sedia a ruote  ed invitati ad andare nel mondo.

L’esperienza è semplicemente devastante.

Noi non siamo americani, pregi e difetti sono diversi. Qui non si evidenzia il problema per farne comprendere, meglio ancora se ai bambini, cittadini del domani, che cosa significa muoversi su una sedia a rotelle o essere privi della vista.

I nostri delegati danno immediatamente le soluzioni, che in Italia sono normative, cogenti ma nessuno le rispetta.

Risultato pari a zero ma grande sbandieramento da parte degli autori di norme inapplicate. Verrebbe da dire: perfetto.

Sembra un barzelletta m non fa ridere.

Gli edifici privati sono sottoposti ad una pressione non indifferente per prevedere ciò che potrebbe essere utile -forse- in futuro con spese sicure oggi mentre negli edifici pubblici non succede alcunché.

Al disabile che vorrebbe entrare, magari perché convocato dallo stesso ufficio per un inutile adempimento, cosa diciamo? Forse che deve arrangiarsi, o che in realtà di lui non interessa niente a nessuno?

 

autore: Massimo Meneghin

 

Una risposta a “Fingere di rimuovere le barriere architettoniche”

  1. nella ‪#‎civiltà‬ dell’‪#‎immagine‬ non serve eliminare le ‪#‎barriere‬ ‪#‎architettoniche‬, basta parlarne…

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