Forme uguali per oggetti diversi

Massimo Meneghin forme uguali per oggetti diversi 1

Lo si insegnava un tempo, quando esistevano i principi –non i figli dei re- e le cose ci parlavano.

Allora guardavamo un palazzo e capivamo dove c’erano i saloni, che avevano finestre alte e decorate, e il punto in cui invece erano ubicati i locali secondari, con fori piccoli e semplici. Oggi non si capisce più niente e forse va bene così.

Anche le cose rispettavano quanto appena detto. Un tempo era tutto ovvio, gli oggetti ben disegnati (certo perché si parlava di design!) per i quali era naturale come impugnarli e come usarli. Oggi anche utensili banalissimi necessitano del libretto di istruzioni, addirittura per aprire la confezione…

E la forma? Finiti regole e principi tutto è concesso! Che sia questo il “vietato vietare” di cinquanta anni fa e di cui qualcuno si proclama ancora nostalgico, concetto che peraltro richiama la parte politica opposta.

Gli esempi non mancano, non solo e non tanto le case a forma di fungo ma anche oggetti dalla forma improbabile o addirittura dello stesso aspetto di qualcosa d’altro…

Personalmente trovo addirittura comico il vedere macchine per preparare  il caffè d’orzo con forme del tutto simili ai pc da scrivania. Mi immagino chi cerca di prendere un caffè mettendo la mano contro il computer e chi invece vuole togliere il cd dal pc e si scotta con l’acqua calda. Nessuno problema, comunque, la mancanza di caffeina fa meno male anche del cappuccino…

Massimo Meneghin forme uguali per oggetti diversi 2

 

autore: Massimo Meneghin

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