Inventori superflui

Massimo Meneghin inventori superflui

Reinventare il moto perpetuo, è questa una delle costanti della storia dell’umanità.

Un drasticissimo riassunto potrebbe essere limitato a perfino due frasi, quelle che seguono.

Da una parte c’è chi studia in modo approfondito cosa succede all’energia ed alle sue trasformazioni, spesso trovando il modo di recuperare attriti, calore disperso e via elencando per cui riesce, a seguito di sforzi teorici e pratici davvero notevoli, a recuperare qualche punto percentuale di rendimento.

Dall’altra chi a piè pari inventa macchine che producono energia senza sforzo, al massimo (o al minimo?) restituendo l’energia immessa in modo moltiplicato.

Di qui chi opera in silenzio, a testa bassa ed a risultato raggiunto nemmeno festeggia ma immette nel mercato il proprio prodotto, di là i sapienti che sbraitano ai quatto venti la bontà della propria invenzione, arrabbiati perché nessuno li vuole coprire d’oro per la genialata che -bontà loro- potrebbero pure cedere a noi comuni mortali affinché la possiamo mettere in produzione, a spese nostre, commercializzare, sempre a nostra cura, e dare al mondo queste meraviglie. A loro non  basta la fama, il riconoscimento dello status di geni, per capirci: come Leonardo da Vinci, vorrebbero pure fiumi di denaro.

Come mai nessuno vuole sposare la loro causa? Cattiveria? Gelosia? Sicuramente il motivo non è che si tratta di macchine impossibili e completamente errate, cosa che i rispettivi inventori nemmeno hanno capito come non hanno colto che il disinteresse mascherato nasconde un velo di pietà nei confronti di chi si illude e vuole continuare a farlo.

autore: Massimo Meneghin

7 risposte a “Inventori superflui”

  1. L’argomento “moto perpetuo” mi ha sempre affascinato per la sua inutilità erroneamente scambiata per risorsa inesauribile. Il piacevole e pertinente commento dell’articolo mi ha portato ad una riflessione che trova dei riferimenti con l’attuale nostro vivere civile e che è leggibile nella mia nota “l’allucinazione del moto perpetuo può interessare l’idraulica ed anche altri settori ?” visibile cliccando
    https://tuttoacquedotti.it/2016/03/14/lallucinazione-del-moto-perpetuo-puo-interessare-lidraulica-ed-anche-altri-settori/

    1. Sig MARCELLO,le faccio osservare che il disegno della ruota fatto insieme al mio commento ,non rispecchia assolutamente a cio’ che ho scoperto,dico cio’per essere piu’ precisi,le aggiungo che sooto ho gia’ aggiunto una mia riflessione,se volete potete darmi una risposta, la saluto GIUSEPPE

  2. Moto perpetuo

    Cari sigg. io non capisco perché tutti vorrebbero conoscere il moto perpetuo, ma in verità tutti cercano di contrastare colui che ha trovato o sta trovando, io dopo 4 anni di studio su una ruota di legno, ho trovato qualcosa che a mio avviso è uguale o simile a ciò che creò il nostro predecessore (ORFFYREUS), purtroppo il bello l’ho scoperto dopo: non si può registrare il moto perpetuo. Mi sono rivolto a centri universitari e anche ai centri ENEA, ma tutti mi hanno risposto che non può essere vero, il moto perpetuo non esiste, aggiungendo che tanti ingegneri non riescono “e giusto tu ci sei riuscito”!!! Lascio a voi una considerazione su questa risposta, aggiungo che altri mi hanno chiesto spiegazioni di come è fatto l’ingegno, ma io dico come posso fare ciò se non mi danno modo di riconoscere il mio ingegno, in questo modo io lo regalerei, pertanto vi sembra giusto?

    Ruota del moto perpetuo

  3. Massimo. Io ho intrattenuto un interessante scambio di mail con il sig. Giuseppe e credo che la soluzione del suo problema sia semplice. E’ sufficiente che egli ti mandi un filmato nel quale siano riprese in tempo reale e continuativo sia la sua ruota che gira da sola e sia un adiacente orologio che scandisca senza alcuna interruzione il tempo di rotazione. Pubblicheremo sui nostri siti questo documento inconfutabile che darà modo di dimostrare la validità del progetto e che il sig. Giuseppe possa finalmente ottenerne il brevetto che, visti i risultati anche economici, non mancherà di interessare qualche industriale desideroso di sfruttare il nuovo modo super economico di creare energia.

  4. Cari Sig.continuo a non capire,come posso io mandare su un filmato cio’ che ho scoperto,sapete bene che facendolo perderei il mio riconoscimento,se voi siete veramente interessati afar venire alla luce tutto cio’,basta che mi diate modo di poterlo spiegare,ma giustamente pretendo che questo avvenga alla presenza di ingegneri che dopo aver visto e sentito la spiegazione,dovranno attestare la vericita’ della mia scoperta,aggiungo che io come il nostro predecessore (ORFFYREUS)ho ritenuto giusto rompere la ruota da me fatta,tanto si puo’ benissimo capire anche sotto spiegazione illustrata ad una lavagna,dico questo perche?l’ ingegno si avvalla di applicazioni gia conosciuti nella meccanica e fisica ingegneristica,l’ingegno sta’ nell’assemblare tale idea,aggiungo che con le conoscenze di materie esistenti ora si potrebbero avere dei vantaggi in piu’,per farvi capire che non dico stupidaggini aggiungo che ORFFYREUS non elimino’ l’attrito ma lo ridusse ai minimi termini usando delle teorie a lora nuove,per capirci simili ai cuscinetti di oggi.Spero che ancora una volta sia stato abbastanza chiaro.Aggiungo chi mi dara’ la possibilita’ potra’ verificare la foraza di gravita’ possa diventare forza continua.Vi saluto giusepperuota@libero.it (ruota e’ solo un diminutivo)

  5. Sig. Giuseppe.
    Mi rivolgo direttamente a lei per dirle che io credo che una delle cose peggiori al mondo sia quella di non riconoscere i nostri errori e continuare, continuare, continuare a insistere nell’errore. Cerco di immedesimarmi in lei: dopo aver ricevuto dal mondo intero pareri negativi sul suo brevetto, lei è ancora qui, ad un altro anno di distanza fermo nell’errore. Io non so come, se fossi nei suoi panni, reagirei ma di una cosa sono sicuro. Di fronte ad una sconfitta così totale non potrei assolutamente ricorrere all’unica vendetta che lei ha ritenuto mettere in atto cioè distruggere la ruota, distruggere quello che, a suo dire, era la prova assoluta della veridicità della sua scoperta. A questo punto non le resta più nulla, nulla. E allora si metta finalmente il cuore in pace e cominci -almeno cominci- a convincersi che il moto perpetuo non esistite davvero e che la sua era soltanto una mera illusione, illusione confermata da un altro falso concetto ancora più diabolico di quello sopra indicato e cioè la sua falsa convinzione che, se lei avesse pubblicato il film della sua ruota mentre gira all’infinito, qualcuno si sarebbe enormemente arricchito sfruttando il suo brevetto. Questo mi pare la dimostrazione di cui non c’era veramente bisogno. Pensi bene, tutto quello che va facendo ha ora un altro scopo. Non tanto dimostrare la veridicità della sua scoperta quanto invece evitare che qualcuno diventi immensamente ricco sfruttando lei e le sue invenzioni. Veramente diabolico, ma questo è, ovviamente solo il mio parere che voleva soltanto metterla in guardia ma è del tutto inutile nel mentre le faccio sapere che questa è veramente l’ultima volta che mi intratterrò su questo argomento.

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