Mali estremi e blandi rimedi

Massimo Meneghin mali estremi e blandi rimedi

Come nel proverbio: a mali estremi, estremi rimedi?

No, troppo facile! Chiunque è in grado, facendo un esempio preso dal settore di cui qui si tratta, di riparare una casa prossima al crollo facendo fare una serie di approfondite analisi, acquisendo un progetto strutturale capace di rispondere a tutte le problematiche del caso, dando ordine di realizzare perfettamente le opere che servono e pagando in modo corretto tutti coloro che hanno contribuito all’esecuzione.

Molti invece -il numero è in continua ascesa- vogliono risolvere i problemi più gravi con un… colpo di teatro. Il detto perciò si riscrive: a mali estremi, blandi rimedi.

Non si dica che esagero. L’edificio crolla, chi chiamiamo: uno strutturista, un’impresa capace? Certo che no, basta l’amico dell’amico, che con quattro soldi fa finta di fare il lavoro, tanto basta qualche foto del cantiere da far vedere in comune e qualcuno che collauda si trova, basta pagare… E alla fine il lavoro viene fatto più in fretta ed è anche migliore, da tutti i punti di vista.

Come dare torto a questi signori dell’intelletto? Il problema è mal posto e deve essere ben interpretato: non è la casa che crolla, è la mancanza non di sicurezza ma del certificato di collaudo. Questo naturalmente nulla ha a che vedere con la realtà, mica ha rapporto con le effettive condizioni dei fabbricati, è una sorta di componimento astratto.

Poi però l’edificio crolla, forse non aveva letto il collaudo!

 

autore: Massimo Meneghin

Una risposta a “Mali estremi e blandi rimedi”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *