Modificare i principi statici

Massimo Meneghin modificare i principi statici

Sarà anche vero che è “vietato vietare” e che i dogmi li lasciamo alla religione però una persona di buon senso, meglio ancora se si tratta di un professionista o di un imprenditore del settore, dovrebbe pensarci non una ma cento volte prima di modificare i principi statici.

Invece succede, eccome. Basta guardarsi intorno, il successo delle coperture in legno ha scatenato la fantasia di coloro che si sono sentiti in grado di rinnovare gli schemi statici. Probabilmente secondo costoro gente come Palladio deve essere inserita tra i dilettanti.

Prendiamo ad esempio la capriata, quell’elemento a forma triangolare che poggiandosi sui due vertici inferiori consente di portare sul terzo la trave di colmo.

La semplicità ed essenzialità di un componente del genere è esemplare, essendo composto solo da due elementi inclinati, i puntoni, che trasferiscono i carichi sugli appoggi, e da uno orizzontale, la catena, che contrasta la spinta orizzontale verso l’esterno, non porta ma tira.

Poche sono le varianti viste lungo tutto l’arco della storia, fino a ieri, quando sono entrati in azione i “nostri” operando nei modi più strani, evidentemente rincorrendo l’originalità a tutti i costi.

Ecco un elenco, parziale, di ciò che troviamo nelle costruzioni recenti: catene più grosse dei puntoni (deve essere il contrario) e poggianti su pilastri intermedi (la catena deve essere scarica e libera), mega strutture a ridosso delle murature (basterebbe un aggetto da queste) e chiudendo capriate poggianti su un pilastro intermedio (il contrario di tutto).

Dell’intendimento abbiamo già scritto, farlo del risultato è ancora più semplice, si tratta per usare un eufemismo, di errori di ortografia, gravi, anche perché non confinati al quaderno di uno studente ma in bella vista nel nostro ambiente!

 

autore: Massimo Meneghin

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