Non rispettare il luogo

Massimo Meneghin non rispettare il luogo

Discipline dotate di storia millenaria, e come tali degne quanto meno di rispetto, ci insegnano a rispettare il luogo in cui viviamo. Noi -naturalmente- non lo facciamo affatto, troppo facile (ma anche troppo difficile…).

Senza arrivare ad interpretare segnali ed esigenze, che peraltro secondo persone autorevoli sono di primaria importanza, ci basti fare uno o due ragionamenti minimi: costruire a livello del mare, ad esempio in Sicilia, sotto il sole tutto l’anno o farlo in alta montagna, si pensi alle pendici delle Dolomiti, dove le nevi non sono perenni ma il tempo è sicuramente rigido presenta qualche differenza?

Secondo molti no, altrimenti non vedremmo edifici pensati in funzione di esigenze (ma anche culture!) di un certo tipo tranquillamente traslati in realtà -fisiche e non- completamente diverse.

Effetto del multiculturalismo? Ai posteri l’ardua sentenza, verrebbe da dire. Molto facile, anche troppo, direbbe però qualcun altro. Di certo alcune riproposizioni appaiono del tutto insensate, dall’edificio vetrato in mezzo al deserto allo chalet in pianura, comprese tutte le prelibatezze intermedie.

Vero che quelli elencati sono casi eclatanti, e come tali facili da individuare e capire, ma anche nel piccolo le cose non sono così diverse, a casa del vicino e forse non solo lì…

 

autore: Massimo Meneghin

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